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D. 18/03/2005 n. 20c) la perforazione di nuovi pozzi delle medesime caratteristiche di quelli esistenti qualora la nuova strada crei interferenze tali da renderli inutilizzabili; il soggetto aggiudicatore prevederà tra le somme a disposizione una copertura economica per far fronte a tale eventualità d) divieto di utilizzare additivi nella realizzazione di pali di fondazione per evitarne la dispersione in falda e) nelle aree dei cantieri principali, al fine di garantire il regolare deflusso delle acque di origine meteorica e di assicurare il controllo di eventuali sversamenti accidentali dovrà essere predisposta la separazione della rete delle acque bianche dalle nere, di cui va presentato il progetto corredato di relazione descrittiva; la rete delle acque bianche dovrà essere dotata di un apposito impianto di ritegno dei fluidi incidentalmente sversati f) per quanto riguarda gli scarichi di acque reflue industriali (derivanti da miscelazione di materie prime, lavaggio dei macchinari, dei piazzali e degli autoveicoli), dovrà essere realizzato quanto segue: impianto di riciclo delle acque provenienti dalla miscelazione delle materie prime nell'impianto di betonaggio; a monte dello scarico in pubblica fognatura, impianto di depurazione chimico-fisico; predisposizione di una apposita area per l'attività di lavaggio di autocarri, betoniere o di veicoli e contenitori in genere con riciclo delle acque g) si dovrà provvedere alla pavimentazione delle intere aree di cantiere e alla realizzazione di canalette perimetrali di scolo con apposito recapito finale, garantendo l'eventuale ripristino delle aree alla condizione precedente il cantiere, in rapporto alla loro destinazione d'uso h) dovrà essere predisposto un piano di emergenza per accidentali sversamenti di sostanze inquinanti nel suolo che dovrà essere inviato ad ARPA, provincia e comuni interessati dai cantieri i) si dovrà indicare, per quanto attiene le aree dei cantieri principali, al fine della protezione dagli inquinamenti accidentali, l'esatta individuazione delle aree destinate al deposito di sostanze pericolose quali carburanti, lubrificanti, rifiuti industriali, oli esausti etc. e delle aree di carico e scarico; andranno indicate inoltre le modalità di stoccaggio, eventuale pretrattamento e smaltimento finale dei rifiuti (fanghi di depurazione, decantazione, disoleazione, espurghi, oli esausti, rifiuti da officina etc.) j) le aree destinate al deposito di sostanze pericolose quali carburanti, lubrificanti, rifiuti industriali, oli esausti etc. e delle aree di carico e scarico dovranno essere localizzate al di fuori delle aree classificate a vulnerabilità elevata e comunque al di fuori delle aree di tutela assoluta e di rispetto ristretta ed allargata dei pozzi ad uso idropotabile k) dovrà essere evitato l'interramento di contenitori destinati all'immagazzinamento di sostanze o preparati pericolosi, carburanti e rifiuti compresi, preferendo l'installazione di depositi epigei l) i depositi devono essere sistemati al coperto in locali resi a tenuta mediante la costruzione di solette rialzate in corrispondenza degli ingressi, o immagazzinati all'interno di bacini di contenimento impermeabilizzati. 4. Da assolvere prima dell'inizio della fase di esercizio a) dovrà essere presentato, per l'approvazione prima dell'inizio della fase di esercizio, ad ARPA, provincia e comuni interessati un nuovo piano di mitigazione che tenga conto dell'incertezza del modello e dei limiti futuri imposti dal decreto ministeriale n. 60/2002 b) dovrà essere presentato per l'approvazione, prima dell'inizio della fase di esercizio, ad ARPA, provincia e comuni interessati un piano di monitoraggio che comprenda almeno due stazioni; gli inquinanti da monitorare dovranno comprendere almeno il CO, il PM10, il PM2,5, il NO2 ed il benzene; tali stazioni dovranno essere integrate con le reti di rilevamento provinciali c) per quanto attiene il ramo di raccordo con la tangenziale di Rubiera, tale raccordo potrà essere aperto al traffico solo a seguito dell'entrata in esercizio del ramo di collegamento del ponte con la S.P. 51 che, secondo gli accordi connessi all'A.V., deve essere realizzato da TAV, come pista di cantiere, e completato da ANAS. PARTE II Raccomandazioni a) avvalersi per il monitoraggio ambientale del supporto di competenze specialistiche qualificate, anche attraverso la definizione di specifici protocolli e/o convenzioni; ciò anche allo scopo di promuovere la costituzione di centri di ricerca e formazione, funzionali sia alla realizzazione dell'infrastruttura sia all'ampliamento delle conoscenze scientifiche, sia alla creazione di nuove professionalità nel settore b) scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali c) per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggisticoambientale dei ponti e dei viadotti: preferire l'adozione di strutture continue, a sezione variabile e con forme arrotondate; verificare la possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a via inferiore; definire con particolare cura il disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti); verificare sotto il profilo idraulico le sezioni delle pile delle opere d'arte d) per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico ambientale dell'infrastruttura: prevedere che le opere di sostegno siano a paramento inclinato con coronamento continuo e rivestimento in pietra locale montata secondo gli usi tradizionali locali; conformare gli imbocchi delle gallerie secondo le pendenze del versante attraversato e raccordarli con continuità alle opere di sostegno all'aperto e) privilegiare l'impianto di formazioni alberate di estensione adeguata per ripristinare la continuità dei relitti di vegetazione e per rinaturalizzare le aree dismesse e quelle intercluse f) il progetto di illuminotecnica dovrà conseguire il massimo contenimento possibile delle emissioni luminose, in particolare attraverso l'impiego di tecnologie e dispositivi di massima efficienza energetica e la scelta di soluzioni di schermature atte a evitare al massimo le dispersioni verso l'alto e verso l'intorno territoriale g) assicurarsi che il realizzatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza, acquisisca, per le attività di cantiere anche dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo possibile, la certificazione ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del Regolamento CEE 761/2001 (EMAS) h) per l'approvvigionamento idrico preferire alla perforazione di nuovi pozzi l'uso di acque superficiali verificando che, nel periodo estivo il prelie vo sia compatibile con il DMV dei corsi d'acqua captati i) incrementare l'estensione della fascia boscata che dovrà essere realizzata in modo da massimizzare la biomassa, in particolare in prossimità dei centri abitati; il soggetto aggiudicatore si relazionerà allo scopo con gli enti locali j) per garantire la funzionalità del costruendo collegamento autostradale si dovrà verificare con gli enti interessati la possibilità di realizzare per tempo anche il quadruplicamento della S.P. 467 fra il tratto di confluenza del collegamento e Fiorano, in corrispondenza con il cd. collegamento Modena-Sassuolo k) studiare l'ipotesi che l'opera venga realizzata in viadotto dal km 0+740 al km 1+859 onde ridurre il rischio idraulico, data la vicinanza al fiume Secchia, e consentire una maggiore permeabilità del territorio l) considerare un eventuale esproprio, o un equo indennizzo, per gli edifici censiti al catasto del comune di Campogalliano al foglio 33 mapp. 89, 92, 93, 99, 100, 103 in quanto situati in prossimità del nuovo svincolo tra l'A22 e l'A1 e pertanto, forse, oggettivamente incompatibili con l'opera m) poichè l'area interessata dall'opera è caratterizzata da diversi fattori critici individuati dal P.T.C.P. verificare la effettiva necessità di realizzare la seconda stazione di rifornimento carburante che si ritiene abbia un impatto non sostenibile per l'area stessa n) verificare con i soggetti interessati la funzionalità complessiva del sistema infrastutturale di area vasta e locale che risulta condizionato dalla completa attuazione di tutte le opere previste, con particolare riferimento al completamento del 3° stralcio della Modena-Sassuolo urbana (tratto Casinalbo-Fiorano) e soprattutto del 4° stralcio (tratto Fiorano- Ponte Secchia) o) coordinarsi con R.F.I. per l'aspetto di contiguità e di coordinamento architettonico del ponte sul Secchia di futuro collegamento alla tangenziale di Rubiera. |
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